Ipocondria, Prato - Psicologia clinica

L'Ipocondria è definita, da un punto di vista clinico, come una forte e pervicace preoccupazione legata alla «paura di avere, oppure alla convinzione di avere, una grave malattia»
(DSM-IV, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

Un caso piuttosto esemplificativo è quello di un mio paziente di 34 anni afflitto da ipocondria di Prato, che lamentava la paura di avere un infarto all'improvviso.
Ciò lo portava a misurarsi spesso la pressione, a controllarsi i battiti del cuore, a stare attento agli sforzi fisici che gli avrebbero causato un aumento repentino della pressione e, susseguentemente, la possibilità di un infarto. Non trovava conforto nemmeno dopo aver effettuato i più opportuni esami medici che, peraltro, davano sempre risultati negativi.
Ricordo anche che, di fronte alla notizia della tragica e improvvisa scomparsa del calciatore Piermario Morosini proprio a causa di un infarto, il suo stato di malessere e di preoccupazione raggiunse livelli insostenibili.

Proprio questo è uno degli aspetti più indicativi dell'Ipocondria: venire a sapere che una persona è morta per malattia e/o si è ammalata, può innescare un circolo vizioso tale per cui una persona ipocondriaca sentirà e osserverà su se stessa proprio i sintomi di quella stessa malattia.

Avere una paura di questo tipo può dare effetti molto importanti e pervasivi a livello sociale e lavorativo: questo paziente, ad esempio, aveva limitato molto la propria vita, organizzandola attorno alla preoccupazione dell'infarto: pertanto, gli spostamenti al lavoro, le vacanze, i rapporti con gli altri e con la propria partner erano spesso condizionati dal proprio malessere, fino al ritiro sociale e/o all'evitamento di qualsiasi contesto, in quanto avvertito rischioso.
Una volta, questo paziente decise di non partire per le vacanze perché, nella località dove avrebbe dovuto passare i giorni, non vi erano ospedali sufficientemente vicini.

Da dove nasce e come si struttura l'ipocondria?

Solitamente, la preoccupazione si basa sulla «errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici» (DSM-IV).

In altri termini, viene dato a ciascun sintomo un significato clinicamente rilevante, andando a definire uno stato di allerta e sospettosità tale, che in seguito porterà la persona a ritenere di essere affetta da una vera e propria malattia o di rischiare una imminente patologia invalidante o mortale. Così, un dolore intercostale, il battito del cuore leggermente accelerato, una sensazione al braccio acquisiscono rapidamente valore di malattia, richiamando la paura dell'infarto o di un'altra situazione di allarme clinico.

Nonostante i più idonei accertamenti medici sconfessino la presenza di problemi fisici e/o malattie specifiche, spesso il senso di allerta e la convinzione di avere una malattia permangono, fino ad acuirsi nel tempo. Ciò determina un importante condizionamento negli aspetti della vita quotidiana: lavoro, funzionamento sociale, rapporto affettivo.
La persona ipocondriaca solitamente focalizza la propria preoccupazione su svariati aspetti riguardanti se stessa, come ad esempio il funzionamento interno del proprio corpo (battito cardiaco, respirazione, digestione etc.), oppure alterazioni, anche di piccole entità, della propria salute, per esempio un raffreddore o una ferita.

Una psicoterapia sicuramente efficace per il trattamento dell'Ipocondria, che utilizzo nel mio studio di Prato, è quella a orientamento cognitivista.
è una psicoterapia mirata, in cui la persona partecipa attivamente alla risoluzione del proprio disagio/disturbo e, con l'aiuto del terapeuta, cerca di comprendere le cause che hanno definito il problema e lo hanno mantenuto nel tempo, per poi far emergere le risorse personali - emotive, cognitive e relazionali - al fine di raggiungere un significativo benessere personale e, in futuro, prevenire una eventuale recidiva.

Trattando diversi casi di ipocondria a Prato, mi sono reso conto che spesso, dietro questo tipo di disagio, vi sono vissuti di costrizione e controllo delle proprie emozioni, nonché schemi comportamentali disadattivi che possono essere elaborati e sostituiti, favorendo l'apprendimento di modalità di comportamento e pensiero più adattativi e funzionali.

Ipocondria Prato
Contatta il dott. Iglis Innocenti

Nome e Cognome*

Email*

Telefono

Messaggio o richiesta*





*campi obbligatori
Per contattare il dott. Iglis Innocenti, Psicologo per Ipocondria a Prato, telefonare al num. 348.7531398 o compilare il modulo.