Ansia da prestazione, Disfunzione erettile - Sessuologia clinica - Prato

L'Ansia da Prestazione nel Disturbo Erettile

Il disturbo erettivo è una disfunzione sessuale piuttosto frequente nell'uomo. Uno degli aspetti che riscontro frequentemente in nel trattamento dell'Ansia da Prestazione nel mio studio di Prato è che, nonostante la persona percepisca di avere un forte desiderio sessuale ed una coinvolgente attrazione per il proprio partner, non riesce a raggiungere e/o mantenere l'erezione.
In altre parole, è come se il mondo delle emozioni e del desiderio non riuscissero più a comunicare con il corpo.

Che cos'è l'Ansia da Prestazione

A meno che non siano presenti delle problematiche di tipo medico (per cui si consiglia sempre una visita andrologica), si instaura una condizione psicologica piuttosto caratteristica, comunemente chiamata "ansia da prestazione".

Tale condizione consiste nel timore che, durante il rapporto, si manifestino difficoltà sessuali, magari già emerse in precedenti esperienze.
Questa preoccupazione porta un'attivazione ansiosa con conseguente attenzione selettiva sul proprio corpo (in particolare il pene) e sulla prestazione in generale, che, interferendo con il coinvolgimento sessuale e con la normale risposta fisiologica, diviene essa stessa la fonte del problema temuto.

In questi casi l'uomo vive l'esperienza sessuale come una preparazione atletica: il focus dell'ansia da prestazione non risiede tanto nell'idea che la performance sessuale raggiunga un alto livello prestazionale, bensì nella modalità con cui viene vissuto il rapporto stesso. Difatti, l'uomo non focalizza più le proprie sensazioni e il proprio piacere sessuale, ma si concentra sull'atto stesso, ad esempio sui movimenti, sul turgore del pene, tentando di intuire se il proprio partner sia gratificato.
Insomma, un po' come se fosse un preparatore atletico e il suo partner…la pista!!

Immaginiamo di essere pronti a disputare una gara di corsa. Nella prima fase il cuore è a mille, in quanto siamo preoccupati che la gara non vada bene, ma allo stesso tempo abbiamo tanto desiderio di vincere. In testa spesso vi è un vortice di immagini e pensieri sulla prestazione che dovremo tenere, su come potrebbe andare la gara, sulle difficoltà che potremmo incontrare ma anche sulle risorse a cui attingere per riuscire.
Conta molto la percezione che abbiamo di noi stessi come atleti: se avremo scarsa fiducia nelle nostre risorse e riterremo di essere pessimi corridori, prefigureremo una disfatta totale, un fallimento, con un conseguente peggioramento dell'ansia da prestazione nella fase di pre-gara; se invece ci affideremo ad una lettura positiva e costruttiva di noi stessi, probabilmente, anche se agitati, riusciremo ad entrare in partita con fiducia e concentrazione.

Questo esempio sportivo, nonostante l'ambito sia molto diverso, contiene una dinamica psicologica simile a quella sperimentata da chi soffre di ansia da prestazione, e quindi di disfunzione erettile.

Ansia da Prestazione: i vissuti emotivi

La fase precedente un rapporto sessuale viene vissuta con particolare ansia, infarcita da immagini e pensieri di fallimento rispetto al rapporto che si appresta a consumare. Infatti, il vissuto in questi casi è di forte allerta rispetto al risultato della prestazione, che non sarà pregustato con il solo obiettivo di star bene, di gratificare il proprio piacere e le proprie fantasie, bensì con l'obbligo di "portare a casa il risultato" e fare bella figura.
Pertanto, in questa fase alcune persone tendono ad evitare del tutto il rapporto con qualche scusa (es., dolore addominale, mal di testa, stanchezza, nervosismo, etc.).
Nel caso invece il rapporto sessuale inizi - magari con i preliminari - l'uomo mette in atto tutta una serie di strategie cognitive e comportamentali al fine di massimizzare il risultato, ma che, di contro, portano la situazione a peggiorare. In altre parole, qui si entra nella fase di "gara" vera e propria: durante i preliminari, nonché durante la fase della penetrazione, si ha una focalizzazione massimizzata sul pene, intenta a verificare che sia "sempre" sufficientemente eretto, turgido e, quindi, in grado di rendere giustizia alla propria virilità.

Inoltre, viene monitorata ogni sequenza dell'atto sessuale: la forza, costanza e qualità delle spinte pelviche, l'espressione sul viso del proprio partner (giudizio), i movimenti che si stanno facendo, etc.
Si ha un'attenzione focalizzata su tutto ciò che concerne l'aspetto motorio, come se l'uomo, in questo momento, uscisse "fuori da se stesso" e, come un preparatore atletico, monitorasse l'andamento con tanto di strumenti cronometrici in mano.
Qui, purtroppo, si instaura il circolo vizioso dell'ansia da prestazione: spesso ci si accorge che il pene non è eretto o turgido come ci si dovrebbe aspettare in questi casi, pertanto si innesca il pensiero di catastrofe rispetto la performance sessuale, con un giudizio feroce su di sé ed una messa in discussione della propria virilità.
Questo pensiero, andando avanti, porta ad aumentare l'ansia e, susseguentemente, a creare una vera e propria interferenza con i meccanismi fisiologici che permettono l'erezione del pene.
Il risultato è "l'autoeliminazione".

La conseguenza è una forte angoscia e un profondo senso di inadeguatezza a livello sessuale. Questo innesca un comportamento di evitamento della sessualità e, a lungo andare, anche dell'intimità fra due partner.
Infatti, anche gli aspetti più intimi ma non sessuali verranno vissuti con paura, in quanto visti come un possibile preludio ad un rapporto sessuale.

Il trattamento dell'Ansia da Prestazione

Superare l'ansia da prestazione in modo autentico significa modificare gli atteggiamenti cognitivi e relazionali verso la sessualità che generano tale predisposizione ansiosa. Allo stesso tempo, le emozioni disfunzionali che hanno sostituito il naturale vissuto spontaneo possono essere superate sviluppando una maggiore competenza nella gestione dell'ansia e nell'orientare la propria risposta psicofisica nella direzione del rilassamento e del coinvolgimento corporeo.

L'ansia da prestazione può essere superata grazie ad un intervento da parte di uno specialista esperto in sessuologia che possa aiutare ad interrompere il circolo vizioso che caratterizza il disturbo.
Un percorso di questo genere aiuta a modificare gli atteggiamenti cognitivi e relazionali verso la sessualità che solitamente predispongo a tale tipo di ansia. Inoltre, è senza dubbio necessario affiancare a ciò lo sviluppo di una maggiore capacità nel gestire l'ansia, orientando la propria attivazione psicofisica verso il rilassamento e un maggior coinvolgimento psicologico ed emotivo.

Ansia da prestazione Prato
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Il dott. Iglis Innocenti, Psicoterapeuta, si occupa da anni di Disfunzioni sessuali, Ansia da prestazione e Disfunzione erettile, a Prato. Per richieste di appuntamento telefonare allo 348.7531398 o compilare il form.