Attacchi di panico e disturbi d’ansia a Prato2017-12-28T13:47:08+00:00

Attacchi di panico e disturbi d’ansia a Prato

Cos’è l’ansia?

C’è una differenza fra “ansia” e “disturbi d’ansia”.

L’ansia è una modalità di risposta che la Natura, durante i milioni di anni di evoluzione, ci ha dotato per reagire a determinate situazioni ambientali (es., di pericolo). Il nostro corpo, grazie alla risposta d’ansia, si predispone ad una reazione di attacco o di fuga davanti ad uno stimolo che può compromettere la nostra sopravvivenza.

L’ansia è caratterizzata da una serie di modificazioni che coinvolgono il nostro organismo. Le reazioni più evidenti sono quelle di tipo fisiologico (ad esempio, sudorazione, tensione muscolare, palpitazione etc) come descritto in questa pagina. Queste modificazioni, è bene ripetere, sono normali, ovvero fanno parte dei normali pattern di risposta fisiologica del nostro organismo in determinate situazioni.

Purtroppo, però, alle volte, tale capacità si ritorce contro. Quando?

Ansia o disturbi d’ansia?

Quando si deve parlare di disturbi d’ansia? Quando l’ansia diventa persistente o eccessiva, tanto da portare a grandi difficoltà nel gestirla.
Esiste, infatti, un limite oltre il quale tutte le modificazioni fisiche che caratterizzano la reazione d’ansia diventano patologiche. A  queste vanno a sommarsi le reazioni psicologiche invalidanti (ad es., paura di morire) e i disturbi comportamentali correlati, determinando conseguentemente un notevole disagio e un peggioramento della propria qualità della vita.

Esistono varie forme di disturbi d’ansia. Fra le più comuni vi sono:
– Fobia Specifica
– Disturbo d’Ansia Sociale (Fobia Sociale)
– Disturbo di Panico
– Agorafobia
– Disturbo d’Ansia Generalizzato
– Disturbo d’Ansia di Separazione
– Mutismo Selettivo

Come curo i disturbi d’ansia?

L’approccio terapeutico che utilizzo ai fini del trattamento dei disturbi d’ansia combina la terapia Cognitivista Costruttivista con la terapia Cognitivo-Comportamentale.

L’approccio Cognitivo-Costruttivista per la cura dei disturbi d’ansia mira ad evidenziare innanzitutto le componenti psicologiche, emotive e relazionali che hanno contribuito all’esordio e al mantenimento nel tempo del disturbo d’ansia di cui soffre l’individuo che viene in psicoterapia.
Il trattamento comprende una fase di informazione accurata sugli attacchi di panico, con lo scopo di favorire nel paziente una maggiore consapevolezza sulle cause generali del problema, i meccanismi che lo mantengono, la loro natura e la modalità con cui si presentano i sintomi.

Successivamente, partendo dalla ricostruzione dei contesti di vita che hanno rappresentato la base del proprio mondo relazionale (famiglia di origine, primi legami di amicizia, prime relazioni sentimentali, struttura di personalità), la psicoterapia ha come obiettivo principale l’identificazione nell’individuo di quei processi cognitivi (pensieri, modalità di attribuzione dei significati verso sé stessi, gli altri e gli eventi), emotivi (reazioni emotive) e comportamentali che sono coinvolti nell’attivazione della reazione di ansia; successivamente si valorizza lo sviluppo delle risorse personali per affrontare autonomamente ed in maniera costruttiva le difficoltà che potrebbero presentarsi in futuro.

A fianco dell’approccio cognitivista costruttivista, viene utilizzata la psicoterapia Cognitivo-Comportamentale che ha messo a punto linee di intervento efficaci per i disturbi d’ansia e che, comunque, possono variare da un individuo all’altro a seconda delle caratteristiche individuali e dei problemi specifici di ciascun individuo.
Vengono insegnate alla persona in terapia tecniche e strategie utili per controllare i sintomi ansiosi (controllo del respiro ed esercizio di respiro lento, tecniche di rilassamento etc.) incoraggiandola a metterle in pratica regolarmente. Molte persone, infatti, durante i disturbi d’ansia, come ad esempio nel Disturbo di Panico, hanno l’impressione che manchi loro l’aria, ma in effetti al contrario respirano troppo e la respirazione eccessiva, la cosiddetta “iperventilazione”, è una delle cause principali delle sensazioni dell’attacco di panico.

Successivamente la terapia comprende interventi di esposizione graduale alle situazioni temute. Si deve comprendere, infatti, che l’evitamento funziona nel breve periodo, ma è controproducente a lungo andare, perché ogni volta che si evita una situazione, aumenta il bisogno di evitarla la volta successiva e inoltre aumentano le situazioni da evitare, tanto che ci sono persone che finiscono con l’impostare tutta la loro vita sul bisogno di evitare le molte situazioni temute (non riescono più ad uscire di casa o stare da soli)
Successivamente viene promosso l’identificazione dei pensieri negativi del paziente che spesso si nascondono dietro i disturbi d’ansia, il suo dialogo interno (ciò che. ad esempio, dice a se stesso prima, durante o dopo un attacco di panico), cercando di mettere in luce le convinzioni erronee che aumentano l’ansia. Infine tecniche di esposizione enterocettiva aiutano il paziente ad aumentare la tolleranza ai sintomi fisici tipici dell’ansia, oltre che a comprenderne la cause e ad averne una più consapevole e idonea interpretazione.