Agorafobia 2017-12-15T12:25:58+00:00

Agorafobia

Cosa è l’agorafobia?

L’Agorafobia è caratterizzata da una paura o ansia marcate.
Questo disturbo viene innescato dalla reale o anticipata esposizione ad un’ampia gamma di situazioni.

  • Utilizzare i trasporti pubblici (es. automobili, bus, treni, navi, aerei)
  • Trovarsi in spazi aperti (es. parcheggi, mercati, ponti)
  • Trovarsi in spazi chiusi (es. negozi, teatri, cinema)
  • Stare in fila oppure esser tra la folla
  • Essere fuori casa da soli

Gli esempi per ogni situazione non sono esaustivi, in quanto possono essere temute altre situazioni.
Alcuni individui temono situazioni in cui possono insorgere sintomi invalidanti o imbarazzanti (es.incontinenza o vomito improvviso).
Queste situazioni non sono oggettivamente pericolose, ma vengono percepite tali. Portano gli individui a produrre pensieri negativi. Immaginano che potrebbe accadergli qualcosa di terribile. Per evitare questo pericolo scelgono molto spesso l’evitamento attivo, in modo da prevenire o ridurre al minimo il contatto con le situazioni che ritengono pericolose quindi agorafobiche.

L’evitamento può essere di due tipi.
Natura comportamentale
(es. modificare la routine quotidiana, scegliere un lavoro nelle vicinanze per non utilizzare i trasporti pubblici, organizzare la consegna della spesa per evitare di entrare in negozi e supermercati).
Natura cognitiva
(es. utilizzare una distrazione per affrontare situazioni agorafobiche).

L’evitamento può diventare talmente grave che la persona si ritrova costretta in casa. Spesso un individuo ha maggiori capacità di affrontare una situazione temuta quando viene accompagnato da qualcuno, un partner, un amico o un professionista della salute.
L’agorafobia è spesso accompagnata da attacchi di panico. Quest’ultimi, nelle persone agorofobiche, col passare del tempo tendono a diminuire poichè evitano sempre più le situazioni “a rischio”.

Quali sono i sintomi dell’agorafobia?

Principali criteri descrittivi dell’Agorafobia secondo il DSM-5 (2014)

  • Paura o ansia marcate relative a due (o più) delle seguenti cinque situazioni:
  1. Utilizzo dei trasporti pubblici (per es., automobili, bus, treni, navi, aerei).
  2. Trovarsi in spazi aperti (per es., parcheggi, mercati, ponti).
  3. Trovarsi in spazi chiusi (per es., negozi, teatri, cinema).
  4. Stare in fila oppure tra la folla.
  5. Essere fuori casa da soli.  
  • L’individuo teme o evita queste situazioni a causa di pensieri legati al fatto che potrebbe essere difficile fuggire oppure che potrebbe non essere disponibile soccorso nell’eventualità che si sviluppino sintomi simili al panico o altri sintomi invalidanti o imbarazzanti (per es., negli anziani paura di cadere, paura dell’incontinenza).  
  • La situazione agorafobica provoca quasi sempre paura o ansia.  
  • Le situazioni agorafobiche vengono attivamente evitate, o richiedono la presenza di un accompagnatore, o vengono sopportate con paura o ansia intense. 
  • La paura o l’ansia sono sproporzionate rispetto al reale pericolo posto dalla situazione agorafobica e al contesto socioculturale . 
  • La paura, l’ansia o l’evitamento sono persistenti, e durano tipicamente 6 mesi o più.
  • La paura, l’ansia o l’evitamento causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti  

Come curo l’agorafobia?

L’approccio cognitivo-comportamentale ha messo a punto linee di intervento efficaci per il l’Agorafobia. L’obiettivo è di ridurre l’evitamento alle situazioni ritenute pericolose. La terapia, inizialmente, mira ad individuare tutti i possibili modi attivati dalla persona per evitare di avere gli attacchi e che, secondo la sua prospettiva, lo proteggono dall’ansia acuta.

In seguito, vengono utilizzate tecniche e strategie al fine di aiutare gli individui ad aumentare la loro capacità di stare in contatto con l’attivazione ansiosa senza la paura delle conseguenze catastrofiche, favorendo, così, la diminuzione del bisogno del controllo dei sintomo d’ansia.

Molto efficaci sono le tecniche di esposizione in immaginazione e/o in vivo. Queste espongono gradualmente la persona alle situazioni temute, in modo da favorire la riduzione e l’estinzione dell’ansia. Inoltre, si aiuta la persona a riprendere le relazioni sociali e lavorative, fino ad allora evitate e/o ridimensionate a causa del disturbo agorafobico.