Disturbo d’ansia generalizzata2017-12-15T12:34:08+00:00

Disturbo d’Ansia Generalizzata

Cosa è il disturbo d’ansia generalizzata?

Il disturbo d’ansia generalizzato è caratterizzato da uno stato continuo e persistente di preoccupazione per diversi eventi.
Questo risulta eccessivo in intensità, durata o frequenza
rispetto alle reali circostanze, che invece rappresentano eventi temuti dal soggetto. L’ansia viene definita “generalizzata” poiché non è circoscritta a determinate situazioni, ma, al contrario, riguarda numerosi eventi e situazioni (nel caso della Fobia Specifica, invece, le paure e le preoccupazioni riguardano, appunto, situazioni molto più definite e circoscritte).

Tale stato di attivazione emotiva risulta difficile da controllare per chi lo sperimenta, essendo presente per la maggior parte del tempo.
Il disturbo d’Ansia Generalizzata non deve essere confuso con le abituali preoccupazioni nella vita quotidiana, le quali determinano una risposta normale di ansia.

Caratteristiche delle preoccupazioni del Disturbo d’Ansia Generalizzata

  • sono numerose e sono pervasive, ovvero portano le persone a trascorrere oltre la metà del tempo a preoccuparsi
  • si succedono rapidamente e/o ve ne sono molte presenti contemporaneamente
  • sono accompagnate da emozioni di allarme, di inquietudine e ansia
  • riguardano eventi catastrofici futuri o lontani nel tempo che presentano, a ben guardare, una bassa probabilità reale che accadano nella vita della persona (ad es., paura di diventare povero)
  • impediscono all’individuo di pensare lucidamente alla propria situazioni reale innescando pensieri su scenari poco probabili di fallimento e/o disgrazie future
  • sono molto difficili da controllare
  • l’ansia che si prova non è “utile” a mettere in atto comportamenti che effettivamente ridurrebbero il pericolo temuto; infatti, queste preoccupazioni hanno una “funzione di protezione” rispetto a ciò che le persone temono, cioè queste tendono a credere che preoccuparsi serva a prevenire ciò che si teme: ad esempio, un genitore può pensare che smettere di preoccuparsi in questo modo del figlio possa portarlo ad ammalarsi.

Il contenuto di tali preoccupazioni riguarda varie circostanze, solitamente situazioni di tutti i giorni, quali:

  • la famiglia (ad es., incidenti, morte di una persona cara)
  • il denaro (ad es., paura che non basti mai per eventuali problemi futuri)
  • il lavoro o lo studio (ad es., paura di perdere il proprio posto o paura di non riuscire a finire il percorso universitario)
  • la salute (ad es., paura di avere una malattia in futuro o che una persona cara si ammali)

Le preoccupazioni e lo stato di ansia determinano un circolo vizioso che aggrava considerevolmente i sintomi e interferendo significativamente con le regolari mansioni della vita di tutti i giorni, e spesso portano il soggetto a rimuginazioni continue che incidono particolarmente con lo stato d’animo e l’umore della persona. Infatti, gli individui con disturbo d’ansia generalizzato riferiscono generalmente sensazioni di ansia o apprensione che trovano riscontro in un’incapacità generale di rilassarsi o in sintomi più specifici come esaurimento muscolare e irritabilità.
I sintomi fisici correlati all’ansia comprendono:

  • tensione motoria (irrequietezza, tremori, tensione muscolare)
  • uno stato di attivazione eccessivo (irrequietezza o “nervi tesi”, irritabilità o difficoltà di concentrazione)

Con il tempo l’ansia e le preoccupazioni costanti possono contribuire a determinare un senso di eccessiva stanchezza, cefalea tensiva, disturbi epigastrici e insonnia.

L’esordio del disturbo d’ansia generalizzato è graduale e compreso tra l’adolescenza e i 30 anni di età, anche se molti riferiscono sentimenti di ansia intensa già a partire dall’infanzia.
Fra i possibili fattori di rischio di questo disturbo, ricordiamo i seguenti:

  • Profilo di personalità, le quali sono strettamente dipendenti sia a fattori genetici che educativi e culturali: chi soffre del Disturbo d’Ansia Generalizzata tende a descriversi sensibile, tendente alla preoccupazione e all’ansia, una persona emotiva, caratteristiche, peraltro, riscontrabili anche nei membri della famiglia
  • Uno stile di pensiero volto ad interpretare in modo catastrofico o a dare un significato di minaccia agli eventi e/o comportamenti di un’altra persona. Ad esempio, la mancata risposta ad un sms può essere interpretabile come un segno di disinteresse o rifiuto piuttosto che riferirlo ad una semplice impossibilità a rispondere da parte della persona
  • Stress legato ad eventi significativi che abbiano determinato cambiamenti di vita importanti (ad es., lutti, divorzio dei genitori, traslochi) e che possono aver impedito all’individuo un normale adattamento successivo.

Quali sono i sintomi del disturbo d’ansia generalizzata?

Principali criteri descrittivi del Disturbo d’Ansia Generalizzata secondo il DSM-5 (2014)

  • Ansia e preoccupazione (attesa apprensiva) eccessive, che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, relative a una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche)
  • L’individuo ha difficoltà nel controllare la preoccupazione  
  • L’ansia e la preoccupazione sono associate a tre (o più) dei sei seguenti sintomi (con almeno alcuni sintomi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi 6 mesi). Nota: Nei bambini è richiesto solo un item.
  1. Irrequietezza, o sentirsi tesi/e, “con i nervi a fior di pelle”
  2. Facile affaticamento
  3. Difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria
  4. Irritabilità
  5. Tensione muscolare
  6. Alterazioni del sonno (difficoltà a addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno inquieto e insoddisfacente)
  • L’ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.  

Come curo il disturbo d’ansia generalizzata?

L’approccio terapeutico che utilizzo ai fini del trattamento del Disturbo d’Ansia Generalizzata combina la terapia Cognitivista Costruttivista con la terapia Cognitivo-Comportamentale.
L’approccio Cognitivo-Costruttivista per la cura del Disturbo d’Ansia Generalizzata mira ad evidenziare le componenti psicologiche, emotive e relazionali che hanno contribuito all’esordio e al mantenimento nel tempo di questo disturbo.

Si analizzano il contesto emotivo, cognitivo e comportamentale (famiglia di origine e legami di attaccamento, primi rapporti di amicizia, prime relazioni sentimentali, struttura di personalità) in cui la reazione di ansia e preoccupazioni ha fatto il suo esordio e si è sviluppata nel tempo, valorizzando susseguentemente lo sviluppo delle risorse personali per affrontare autonomamente ed in maniera costruttiva le difficoltà che potrebbero presentarsi in futuro.

L’approccio cognitivo-comportamentale ha messo a punto linee di intervento efficaci per il Disturbo di Panico (Attacchi di Panico), che, comunque, possono variare da un individuo all’altro a seconda delle caratteristiche individuali e dei problemi specifici di ciascun individuo.

La terapia ha come obiettivo principale quello di reinterpretare le idee, le convinzioni e le aspettative sbagliate e irrealistiche del paziente che sono alla base del Disturbo d’Ansia Generalizzata, al fine di rendere consapevole il soggetto sui pensieri controproducenti che genera costantemente.

Alcune fasi importanti della terapia

  • Ricostruzione della storia del disturbo, che porta ad identificare i primi episodi in cui si è manifestato; in seguito si procede alla caratterizzazione della condizione attuale (“schema di funzionamento del disturbo“) analizzando i recenti episodi che hanno portato l’individuo a percepire una significativa ansia e preoccupazione
  • Fase psicoeducativa, con la quale il paziente acquisisce consapevolezza sui rapporti fra le credenze sulle proprie preoccupazioni e lo sviluppo e il mantenimento nel tempo del disturbo
  • Individuazione dei pensieri disfunzionali che portano a rimuginare l’individuo e promozione di strategie positive e adattative di controllo del rimuginio: questa fase ha come obiettivo l’aumento della capacità personale di sostenere emozioni negative e il senso dell’incertezza, che porti il soggetto allo sviluppo di un senso di sicurezza e fiducia nell’affrontare le sfide
  • apprendimento di tecniche per la gestione dell’ansia (ad es., tecniche di rilassamento)
  • Esposizione graduale ai pensieri ed agli stimoli temuti ed evitati in modo da favorire la riduzione e l’estinzione dell’ansia
  • Prevenzione delle ricadute, al fine di far acquisire al paziente le strategie e le modalità più funzionali qualora il problema si ripresentasse in futuro.