Disturbo ossessivo-compulsivo DOC a Prato 2017-12-15T16:44:28+00:00

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DOC A PRATO

Cosa è il disturbo ossessivo-compulsivo?

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (solitamente abbreviato con DOC) è caratterizzato da pensieri persistenti, intrusivi e non desiderati che la persona non riesce a controllare e che possono portare a notevole malessere e all’attuazione di comportamenti compulsivi, detti “rituali”.
Si tratta di comportamenti che, chi soffre di DOC, prova il bisogno irresistibile di eseguire al fine di ridurre il malessere e l’ansia o per prevenire il verificarsi di eventi temuti. Il tipo di rituale nella maggior parte dei casi corrisponde chiaramente al pensiero ossessivo, ad esempio lavaggi ripetuti come conseguenza dell’ossessione di potersi contagiare. Qualche volta, però, non vi sono legami evidenti tra tipo di comportamento e tipo di pensiero intrusivo, ad esempio quando qualcuno si sente obbligato a calpestare le linee della pavimentazione per evitare che accada qualcosa di male ai familiari.
Vi sono casi in cui mancano rituali manifesti.
In questi casi, i rituali possono essere mentali, ad esempio contare o pregare, ma il oro significato di riduzione dell’ansia è simile.

La particolarità del DOC è che chi ne soffre si rende conto dell’assurdità e dell’inutilità dei suoi rituali, ma si sente ugualmente obbligato a farli.
Sa che con ogni probabilità le mani non sono più sporche né contaminate e che quindi non ha veramente bisogno di continuare a lavarsele; sa che la sua casa con ogni probabilità non prenderà fuoco, anche se non controllerà ancora una volta che i fornelli sano spenti o le prese staccate.

L’età di esordio del DOC è più precoce nei maschi che nelle femmine: tra i 6 e i 15 anni per i maschi, e tra i 20 e i 29 anni per le femmine.
L’esordio è solitamente graduale, in pochi casi è acuto.
La maggior parte degli individui ha un decorso cronico con alti e bassi.
Circa il 15% mostra un deterioramento progressivo del funzionamento lavorativo e sociale.

Quali sono i sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo?

Principali criteri descrittivi del Disturbo Ossessivo-Compulsivo secondo il DSM-5 (2014)

  • Presenza di ossessioni, compulsioni, o entrambi:
  • Le ossessioni sono definite da 1) e 2):
  1. Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi e indesiderati e che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati.
  2. Il soggetto tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (cioè mettendo in atto una compulsione).  
  • Le compulsioni sono definite da 1) e 2):
  1. Comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente.
  2. I comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre l’ansia o il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; tuttavia, questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.
    Nota: I bambini piccoli possono non essere in grado di articolare le ragioni di questi comportamenti o azioni mentali.  
  • Specificare se:
    • Con insight buono o sufficiente: L’individuo riconosce che le convinzioni del disturbo ossessivo-compulsivo sono decisamente o probabilmente non vere, o che esse possono essere o possono non essere vere.
    • Con insight scarso: L’individuo pensa che le convinzioni del disturbo ossessivo-compulsivo siano probabilmente vere.
    • Con insight assente/convinzioni deliranti: L’individuo è assolutamente sicuro che le convinzioni del disturbo ossessivo-compulsivo siano vere.  
  • Specificare se:
    • Correlato a tic: L’individuo ha una storia attuale o passata di disturbo da tic.  

Come si cura il disturbo ossessivo-compulsivo?

L’approccio terapeutico che utilizzo ai fini del trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo combina la terapia Cognitivista Costruttivista con la terapia Cognitivo-Comportamentale.
Il servizio privilegia un’attenta analisi del problema, specificando gli aspetti emotivi, relazionali, comportamentali e situazionali in cui il Disturbo Ossessivo-Compulsivo ha esordito e in cui si presenta attualmente.

L’approccio Cognitivo-Costruttivista per la cura del Disturbo Ossessivo-Compulsivo mira ad evidenziare innanzitutto le componenti psicologiche, emotive e relazionali che hanno contribuito all’esordio e al mantenimento nel tempo del disturbo di cui soffre l’individuo che viene in psicoterapia.
Il trattamento comprende una fase di informazione accurata sul Disturbo Ossessivo-Compulsivo, con lo scopo di favorire nel paziente una maggiore consapevolezza sulle cause generali del problema, i meccanismi che lo mantengono, la loro natura e la modalità con cui si presentano i sintomi.
Successivamente, partendo dalla ricostruzione dei contesti di vita che hanno rappresentato la base del proprio mondo relazionale (famiglia di origine, primi legami di amicizia, prime relazioni sentimentali, struttura di personalità), la psicoterapia ha come obiettivo principale l’identificazione nell’individuo di quei processi cognitivi (pensieri, modalità di attribuzione dei significati verso sé stessi, gli altri e gli eventi), emotivi (reazioni emotive) e comportamentali che sono coinvolti nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo; successivamente si valorizza lo sviluppo delle risorse personali per affrontare autonomamente ed in maniera costruttiva le difficoltà che potrebbero presentarsi in futuro.

A fianco dell’approccio cognitivista costruttivista, viene utilizzata la psicoterapia Cognitivo-Comportamentale che ha messo a punto linee di intervento efficaci per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo e che, comunque, possono variare da un individuo all’altro a seconda delle caratteristiche individuali e dei problemi specifici di ciascun individuo.
Questo tipo di trattamento, come dice il nome, è costituito da due tipi di psicoterapia che si integrano a vicenda: la psicoterapia comportamentale e la psicoterapia cognitiva.

Psicoterapia Comportamentale: il trattamento del DOC
Tra le tecniche più usate della psicoterapia comportamentale per il DOC ci sono quelle dell’esposizione e prevenzione della risposta.
L’esposizione allo stimolo ansiogeno si basa sul fatto che l’ansia tende a diminuire spontaneamente dopo un lungo contatto con lo stimolo stesso. Così, le persone con l’ossessione per i germi possono essere invitate a stare in contatto con oggetti “contenenti germi” (es: prendere in mano dei soldi) finché l’ansia non è scomparsa.
La ripetizione dell’esposizione, che deve essere condotta in modo estremamente graduale e tollerabile per il paziente, consente la diminuzione dell’ansia fino alla sua completa estinzione.
Perché la tecnica dell’esposizione sia più efficace è necessario che sia affiancata alla tecnica di prevenzione della risposta, perché l’emissione dei rituali ostacola una sufficiente durata dell’esposizione e non consente l’estinzione dell’ansia condizionata.
Nella prevenzione della risposta vengono sospesi, o inizialmente almeno rimandati, gli abituali comportamenti ritualistici che seguono alla comparsa dell’ossessione. Riprendendo l’esempio precedente, la persona con l’ossessione dei germi viene esposta allo stimolo ansiogeno e viene invitata a sforzarsi di non mettere in atto il suo rituale di lavaggio, aspettando che l’ansia svanisca spontaneamente.
Si segue insomma il principio “guarda la paura in faccia e cesserà di turbarti”.

Psicoterapia Cognitiva: il trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo
La psicoterapia cognitiva centra la sua attenzione sulla modificazione di alcuni processi di pensiero automatici e disfunzionali; in particolare agisce su

  • l’eccessivo senso di responsabilità
  • sull’eccessiva importanza attribuita ai pensieri
  • sulla sovrastima della possibilità di controllare i propri pensieri
  • sulla sovrastima della pericolosità dell’ansia

Quelle elencate costituiscono le principali distorsioni cognitive dei pazienti con Disturbo Ossessivo-Compulsivo.