La Pedofilia o Disturbo Pedofilico

2019-02-07T10:06:45+00:00

La pedofilia è un disturbo mentale. Questo è il primo e più rilevante elemento per poter capire questo grave problema. Il pedofilo è una persona che può e deve essere aiutata.

Pochi disturbi mentali attraggono così tanta indignazione e rabbia quanto la pedofilia. Infatti, la focalizzazione parafilica della pedofilia comporta attività sessuale con bambini prepuberi, generalmente di 13 anni o più piccoli (DSM-5, 2013).

Ma è doveroso immediatamente effettuare un distinguo. Vi è una differenza sostanziale fra “pedofilo” e “abusatore di minori” o “child molester”: mentre la pedofilia è una preferenza sessuale dell’individuo che può rimanere confinata a livello di fantasia e/o pulsione sessuale, non divenendo, quindi, sufficiente per configurarsi come un reato, il molestatore o abusatore di minori è un individuo che compie a tutti gli effetti un crimine e, paradossalmente, può non essere un pedofilo.

In altri termini, la pedofilia definisce l’orientamento della libido del soggetto, non un comportamento oggettivo. Vi sono soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia.

 

Criteri diagnostici per F65.4  Disturbo Pedofilico [302.2]

A. Durante un periodo di almeno 6 mesi, fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano attività sessuale con uno o più bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più piccoli).
B. La persona ha agito sulla base di questi impulsi sessuali o gli impulsi o le fantasie sessuali causano considerevole disagio o difficoltà interpersonali.
C. Il soggetto ha almeno 16 anni ed è di almeno 5 anni maggiore del bambino o dei bambini di cui al Criterio A.
Nota Non includere un soggetto tardo-adolescente coinvolto in una relazione sessuale perdurante con un soggetto di 12-13 anni.
Specificare se è sessualmente attratto da:
 Maschi
 Femmine
 Entrambi
Specificare se:
Limitato all’Incesto
Specificare il tipo:
Tipo Esclusivo (attratto solo da bambini)
Tipo Non Esclusivo

 

Profilo psicologico e comportamentale

Secondo i criteri del DSM 5, il soggetto con pedofilia o disturbo pedofilico deve avere almeno 16 o più anni, e deve essere di almeno 5 anni maggiore del bambino. Per i soggetti tardo-adolescenti con Pedofilia, non viene specificata una precisa differenza di età, e si deve ricorrere alla valutazione clinica; bisogna tenere conto sia della maturità sessuale del bambino che della differenza di età. I soggetti con Pedofilia di solito riferiscono attrazione per i bambini di una particolare fascia di età. Alcuni soggetti preferiscono i maschi, altri le femmine, e alcuni sono eccitati sia dai maschi che dalle femmine.

Alcuni soggetti con Pedofilia sono attratti sessualmente solo da bambini (Tipo Esclusivo), mentre altri sono talvolta attratti da adulti (Tipo Non Esclusivo). I soggetti con Pedofilia che sfogano i propri impulsi con bambini possono limitarsi a spogliare il bambino e a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in presenza del bambino, a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, invece, sottopongono il bambino a comportamenti più invasivi e/o a rapporti sessuali anche completi.

Per la natura egosintonica della Pedofilia, molti soggetti con fantasie, impulsi o comportamenti pedofilici non provano significativo disagio. È importante capire che il disagio che si può provare per queste fantasie, impulsi o comportamenti non è necessario per formulare una diagnosi di Pedofilia. I soggetti che hanno una modalità di eccitamento pedofilico ed agiscono sulla base di queste fantasie o di questi impulsi con un bambino giustificano la diagnosi di Pedofilia.

 

Trattamento specifico di psicoterapia

Presso il mio studio è attivato uno sportello per la consulenza ed un programma specifico di trattamento cognitivo-comportamentale per soggetti che soffrono di questo problema.

È comprensibile che la persona con un impulso sessuale verso i bambini possa provare vergogna e imbarazzo a parlare con qualcuno delle proprie fantasie pedofiliche. Il mio lavoro non è quello di giudicare, né tantomeno di rimproverare un comportamento: il mio obiettivo è quello di capire e aiutare la persona che ha trovato il coraggio di aprirsi e di chiedere aiuto. Qualsiasi sia il suo problema.

Ho maturato un’esperienza di 6 anni presso la Casa Circondariale di Prato, dove ho portato avanti il programma di trattamento cognitivo-comportamentale per responsabili di reati di abuso sessuale sui minori in regime di detenzione. Questa esperienza mi ha insegnato che si può aiutare una persona che ha questo tipo di problemi.

Il trattamento che svolgo presso il mio studio segue le linee generali stabilite da quelli che sono forse i due più famosi programmi di trattamento istituzionali per responsabili di reati sessuali, ossia l’Unità di Trattamento Speciale di Kia Marama in Nuova Zelanda (Hudson, Wales e Ward, 1998) e il Programma dei Penitenziari dell’Ontario in Canada (Barbaree, Peacock, Cartoni, Marshall e Seto, 1998). Uno degli aspetti più importanti del trattamento è l’implementazione di un protocollo di prevenzione della ricaduta per autori di reati sessuali contro minori, soprattutto per rispondere all’evidenza statistica per cui un individuo su tre, condannato per abuso sessuale su minori, ricade in tale comportamento nell’arco di dieci anni dalla scarcerazione (Hanson, Morton-Bourgon, 2005).