Primo appuntamento 2018-06-08T12:19:18+00:00

Primo appuntamento

Il primo appuntamento dallo Psicologo Psicoterapeuta Prato

Come funziona una psicoterapia? Come si svolge il primo incontro?

Queste sono solitamente le domande che spesso mi rivolgono le persone quando cercano di capire la mia professione già dal primo appuntamento. Sono anche le domande che un paziente mi pone prima di venire in studio, perché magari intimorito dall’idea che si è fatto dello Psicologo oppure alle volte, semplicemente, perché non ha la minima idea di cosa significhi incontrarne uno.
Effettivamente siamo bombardati da film, romanzi e luoghi comuni sulla figura dello psicoterapeuta e/o dello Psicologo, che ci restituiscono un’immagine alle volte piuttosto storpiata, se non del tutto viziata dalle caricature provenienti dal mondo dello spettacolo (si pensi al grande Woody Allen). E così accade che, chi si affaccia per la prima volta alla Psicoterapia, abbia la sensazione di entrare in un luogo “oscuro”, dove le forze della natura subiscono uno sconvolgimento e le persone acquistano superpoteri (come la lettura della mente!).
Ovviamente non è affatto così.

Cosa fa lo Psicologo?

Chi svolge questa professione è, innanzitutto, un essere umano, con tutto il bagaglio di risorse e fragilità che tale natura porta con sé. Lo Psicologo – così come lo Psicoterapeuta – non è un super-uomo che “tutto sa e tutto rivela”. È prima di tutto un professionista che ascolta e cerca di mettere insieme gli aspetti più significativi del problema che affligge la persona al fine di aiutarla.
A tal proposito, ho sempre pensato alla Psicoterapia come al gioco dei puntini da unire che troviamo nella settimana enigmistica: un po’ come avviene in questo gioco, all’inizio tutto sembra caotico, apparentemente non sembra esserci una logica precisa. Proprio come nelle prime fasi della Psicoterapia, quando nella testa del terapeuta alle volte sembra tutto confuso, anche di fronte a d un racconto apparentemente lineare. Non è certo colpa di nessuno: non è facile definire bene e comprendere altrettanto correttamente ciò di cui si è fatto esperienza.

Poi, lentamente, lo Psicoterapeuta ed il paziente cominciano insieme ad unire i puntini e, pian piano, emerge un disegno coerente, un’immagine dotata di significato, riconoscibile, che può essere vista e compresa da entrambi. È ciò che servirà per il cambiamento futuro.
Questo è ciò che avviene anche durante il primo incontro: lo Psicoterapeuta tenta di unire alcuni puntini sparsi che il paziente fornisce con il fluire del suo racconto, con le proprie emozioni e sensazioni. Alla fine, insieme, paziente e terapeuta tentano di trovare un significato a quanto raccontato, in modo da individuare il problema, definire un obiettivo terapeutico e costruire il percorso di trattamento. È ciò che, tecnicamente, si chiama analisi della domanda: analizzare, cioè, la richiesta del paziente al fine di poter individuare i corretti e più funzionali percorsi di trattamento.

Il primo colloquio in Psicoterapia è il momento in cui due persone che non si conoscono si incontrano e decidono insieme di lavorare al fine di raggiungere un obiettivo congiunto, ovvero il benessere psicologico ed emotivo del paziente. In questa fase si giocano molte dinamiche psicologiche.
Innanzitutto, la persona che viene in seduta ha una sua aspettativa sul professionista che lo accoglierà alla porta: avrà immaginato una certa tipologia di uomo o donna, magari anche il vestito che indosserà, se ha la barba o i baffi, il colore dei capelli, l’inflessione della voce, le movenze etc. Alle volte, il paziente arriva anche ad immaginare chi sia nella propria vita privata.
Ovviamente, noi Psicoterapeuti conosciamo bene queste dinamiche e cerchiamo di metterle al centro del nostro lavoro: il profondo rispetto e l’attenzione verso le titubanze e le preoccupazioni della persona che ci chiede aiuto, nonché le sue necessità e richieste affettive, diventano di estrema importanza già dal primo incontro.
Durante questo momento, il terapeuta e il paziente si conoscono, cominciano a costruirsi una teoria l’uno dell’altro: chi è, come funziona, cosa desidera, perché sente questo, perché prova quello. Sono i piccoli ma significativi mattoni su cui la relazione terapeutica prenderà vita, e su cui si baserà l’intero impianto della Psicoterapia.

Nel mio lavoro di Psicoterapeuta a Prato è proprio questo che trovo davvero straordinario: la sinergia che due persone costruiscono insieme per arrivare ad un unico obiettivo, ovvero la salute e il benessere del paziente.

Mi specchio nelle splendide parole di Yrvin D. Yalom quando ogni giorno condivido con i miei pazienti le loro storie, cercando una via per il loro benessere :

La vita di un terapeuta è una vita di servizio in cui ogni giorno trascendiamo i nostri desideri personali e volgiamo lo sguardo alle necessità e alla crescita dell’altro. Traiamo non solo piacere dalla crescita del nostro paziente, ma anche dall’effetto domino o reazione a catena – l’influenza salutare che i nostri pazienti hanno su coloro con cui vengono a contatto nella vita. Questo è un privilegio straordinario. È anche una soddisfazione straordinaria. (…) Noi siamo depositari di segreti. Ogni giorno i pazienti ci offrono i loro, spesso mai condivisi prima. Ricevere tali segreti è un privilegio garantito a pochi. I segreti forniscono una visione dietro le quinte della condivisione umana senza fronzoli sociali, giochi di ruolo, vanterie o recitazioni. Qualche volta i segreti mi colpiscono così profondamente che vado a casa, abbraccio mia moglie ed enumero le mie fortune. Altri segreti mi pulsano dentro e fanno sorgere i miei propri ricordi e impulsi di fuga, dimenticati da tempo. Altri ancora mi rendono triste, come quando sono testimone di come una vita intera possa consumarsi nella vergogna e nell’incapacità di perdonarsi.

ALCUNE DOMANDE FREQUENTI

Quanto dura la terapia?

La durata di una psicoterapia dipende da tante variabili. Sarebbe come rispondere alla domanda “quanto dura una corsa di 10 km”: dipende dal tragitto (in salita o in piano), dalla preparazione atletica del corridore, dal meteo (correre con la pioggia non è cosa facile!). Pertanto, come amo dire sempre alle persone che vengono in terapia da me, l’obiettivo è lavorare insieme perché si possa raggiungere il risultato migliore nel tempo più adeguato possibile!

Posso contattarla fuori dall'orario di visita?

Io mi rendo disponibile ad essere contattato telefonicamente e via email anche fuori dalla seduta, week-end compresi, per poter sostenere i miei pazienti anche in momenti in cui trovano difficoltà a gestire il proprio disagio.

Devo prendere i farmaci?

Non sono uno psichiatra, pertanto non posso né consigliare né tantomeno prescrivere psicofarmaci. Qualora, durante il percorso di psicoterapia, dovesse emergere una necessità di questo tipo, sarebbe mia premura eventualmente suggerire un consulto medico con figure professionali con cui collaboro da anni e operanti sul territorio.

La psicoterapia mi cambierà totalmente?

Assolutamente no! Una psicoterapia non è un “lavaggio del cervello”. Anzi, è un percorso che porta l’individuo a guardare con più lucidità e sicurezza se stesso, mettendo in discussione solo ALCUNI aspetti di sé, quelli che sono disfunzionali; gli altri aspetti del proprio Sé diventano la base di appoggio per superare il proprio problema. Ciò che siamo rimaniamo, magari con qualche variazione sul tema!