Il Disturbo Erettile (Impotenza)2017-12-15T17:06:25+00:00

Il Disturbo Erettile (Impotenza)

Cosa è il disturbo erettile e le sue possibili cause

L’erezione corrisponde alla fase di eccitazione nell’uomo ed è funzione sia dell’adeguatezza degli stimoli ricevuti dagli organi genitali in termini di modalità, intensità e durata, sia del piacere che si sperimenta emotivamente e cognitivamente nel “qui ed ora” dell’attività intrapresa. L’erezione è il risultato di un processo emodinamico che permette l’afflusso del sangue ai corpi cavernosi del pene, producendo rigidità.

Il disturbo erettile, impropriamente chiamato impotenza, è caratterizzato da una disfunzione erettile, la quale si riferisce a tutte quelle situazioni in cui, pur essendo vivo e presente il desiderio sessuale, si verifica la costante incapacità a raggiungere e/o mantenere l’erezione completa. Si parla quindi di disfunzione erettile non solo di fronte all’assenza di erezione, ma anche di fronte ad un’erezione così fugace da non permettere di portare a termine il rapporto sessuale.
Vi sono diversi tipi di disfunzioni erettili: alcuni soggetti riferiscono l’incapacità di avere l’erezione fin dall’inizio dell’esperienza sessuale, altri lamentano di aver dapprima avuto un’adeguata erezione e poi di aver perduto tumescenza tentando la penetrazione.

Altri ancora riferiscono di aver avuto un’erezione sufficientemente valida per la penetrazione ma di aver poi perso tumescenza prima o durante le successive spinte. Alcuni maschi possono riferire di riuscire ad avere l’erezione solo durante la masturbazione o al risveglio. Anche le erezioni masturbatorie possono venire meno, ma ciò è più raro. La disfunzione dell’erezione può compromettere le relazioni coniugali o sessuali in atto e può essere la causa di matrimoni non consumati e di sterilità.

Le cause del disturbo erettile possono essere sia di natura organica che psicologica. Nel primo caso, il disturbo si presenta come effetto secondario di alcune condizioni mediche: malattie cardio-vascolari (ad esempio l’ipertensione), malattie endocrine (es., diabete mellito, Sindrome di Cushing), malattie della tiroide (es., ipotiroidismo), malattie neurologiche (es., sclerosi multipla). In questi casi è necessario effettuare una visita da un andrologo o urologo, il quale sottoporrà la persona ad una serie di analisi mediche.
Le difficoltà di erezione sono spesso associate a cause psicologiche ed emotive, fra cui: ansia da prestazione, timore di fallimento, ridotta sensazione soggettiva di eccitazione sessuale e di piacere.

Sintomi del disturbo erettile

Principali criteri descrittivi del Disturbo Erettile secondo il DSM-5 (2014)

  • L’individuo deve riportare, in tutti o in quasi tutti (circa il 75-100%) i rapporti sessuali (in determinate circostanze situazionali o, se generalizzato, in ogni circostanza), uno dei seguenti sintomi:
    1. Marcata difficoltà di ottenere un’erezione durante l’attività sessuale.
    2. Marcata difficoltà nel mantenere l’erezione fino al completamento dell’attività sessuale.
    3. Marcata diminuzione della rigidità erettile  
  • I sintomi si sono protratti come minimo per circa 6 mesi  
  • I sintomi causano nell’individuo un disagio clinicamente significativo.  
  • Specificare se la disfunzione è:
    • Permanente: Il disturbo è presente da quando l’individuo è diventato sessualmente attivo.
    • Acquisita: Il disturbo inizia dopo un periodo di funzionamento sessuale relativamente normale.  
  • Specificare se la disfunzione è:
    • Generalizzata: Non è limitato a determinati tipi di stimolazione, situazioni o partner.
    • Situazionale: Si verifica solo con determinati tipi di stimolazione, situazioni o partner.
  • Specificare se la disfunzione è:
    • Lieve: Evidenze di un lieve disagio riguardante i sintomi sopradescritti.
    • Moderata: Evidenze di un moderato disagio riguardante i sintomi sopradescritti.
    • Grave: Evidenze di un grave o estremo disagio riguardante i sintomi sopradescritti.

Cura del disturbo erettile

Il trattamento consiste in un percorso di terapia Cognitivo-Comportamentale che ha dimostrato una significativa efficacia nella risoluzione del problema. Esso prevede una serie di fasi in cui il soggetto viene aiutato a riacquistare un controllo sulla propria capacità di erezione mediante lo sviluppo di strategie ed abilità autogestite piuttosto che dipendere da sostanze esterne come i farmaci (Dettore, 2004).

Questa è una terapia particolarmente orientata al problema, che prevede importanti obiettivi sia personali che di coppia. Il trattamento prevede, innanzitutto, l’analisi degli aspetti psicologici e comportamentali connessi al disturbo, riguardanti la struttura di personalità del soggetto, le modalità con cui costruisce le relazioni personali (sia affettive che sessuali), la sua storia di vita, le convinzioni sulla sessualità ed il contesto socio-culturale in cui è cresciuto. Inoltre, si rivolge alla coppia, valutando la presenza di comportamenti e/o idee disfunzionali riguardanti il sesso e il disturbo di cui il membro maschile della coppia è portatore (es., conflitti e rivalità, cambiamenti di status e di potere all’interno della coppia).

In seguito, il trattamento prevede l’utilizzo di procedure di decondizionamento, sia attraverso tecniche di gestione dell’ansia (ad esempio, rilassamento), sia mediante tecniche di esposizione graduata in vivo. Tra queste: conoscenza dell’anatomia sessuale e di risposta sessuale; tecniche comportamentali (es., focalizzazione sensoriale, stimolazione sensoriale) e cognitive (es., ristrutturazione cognitive degli atteggiamenti, dei modi di pensare e delle convinzioni disfunzionali riguardanti il sesso), tecniche di prevenzione delle ricadute al fine di mantenere gli obiettivi raggiunti. A fianco di ciò, sono previsti interventi interpersonali, mirati, ad esempio, ad affrontare problemi e conflitti quali l’intimità, la fiducia, la perdita dell’attrazione sessuale.